Chapter one: I love this city

 

Sono nato trentotto anni fa a Viterbo, città dove sono cresciuto e ho trascorso tutta la mia adolescenza. A diciotto anni mi trasferisco a Roma per frequentare l’Università, ma la mia natura di provinciale emerge in modo prepotente e la grande città non riesce a catturarmi con le sue luci e le sue seduzioni.

Penso che la vita di provincia sia fatta di piccoli piaceri, impercettibili ai sensi di chi è vissuto a lungo in una metropoli: amo camminare senza meta per le vie del centro, tra facce note e mura amiche, e quando vedo l’azzurro del cielo viterbese stagliarsi sopra il grigio dei profferli, delle torri e dei palazzi, penso che non cambierei la mia città con nessun altro posto al mondo.

 

Chapter 2: Il significato di una presenza

 

Dopo il conseguimento della laurea in ingegneria meccanica ho lavorato un po’ in tutta Italia, ma da qualche anno mi divido tra la mia amata Viterbo e Civitavecchia, dove sono il responsabile della Manutenzione di una Centrale della più grande azienda elettrica italiana.

 

Chapter 3:

 

Chi son? Sono un poeta.

Che cosa faccio? Scrivo.

E come vivo? Vivo.

 

La musica classica ed in particolare l’opera sono la mia grande passione; oltre ad essere un assiduo frequentatore di teatri e Festival (Spoleto e Pesaro sono i miei preferiti), ho una bella voce da basso-baritono che mi ha permesso di cantare per molti anni in un coro polifonico della mia città nonché di prendere parte a molti spettacoli anche con Enti lirici nazionali.

Il mio sogno nel cassetto? Cantare Figaro (quello delle Nozze) o Leporello sotto la bacchetta di Claudio Abbado, magari con Cecilia Bartoli come Susanna.

 

Chapter 4:

 

Così questo paese, dove sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto…

L’altra passione fondamentale della mia vita è quella per i viaggi; vedo come una grande conquista della nostra epoca il fatto che il viaggiare non sia più un’esperienza riservata a pochi eletti o a ricchi annoiati.

Mi considero un viaggiatore più che un turista nella convinzione che il viaggiare apra la mente, ponendo gli stimoli culturali più vari, impensabili per chi rimane sempre chiuso nel suo ambiente, oltre a fornire la carica per affrontare la vita quotidiana con tutte le sue difficoltà.

Ho cominciato a viaggiare molto presto, ancora studente, e grazie a l’Interrail ho potuto conoscere quasi tutti i paesi europei. Al raggiungimento dell’indipendenza economica ho potuto cominciare a visitare quelle mete che fino a quel momento avevo sognato solamente sull’atlante. A volte da solo, a volte in compagnia ho potuto raggiungere il tetto del mondo faccia a faccia con l’Everest, visitare templi egiziani e siti Maya, rotolarmi su spiagge immacolate dei Caraibi e del Madagascar, conoscere la spiritualità dell’India ed immergermi nella religiosità della Shwedagon e degli altri templi birmani, camminare tra i grattaceli di New York e le capanne di fango dei villaggi Dogon del Mali  , raggiungere sperduti paesi yemeniti sulle montagne, aspettare l’alba ad Abu Simbel e perdermi nel rosso dei tramonti africani del Botswana.

Le fotografie presenti in questo sito sono state fatte nel corso dei viaggi da me effettuati in questi ultimi anni.

Un sentito ringraziamento agli amici ed alle amiche che hanno condiviso con me tutte queste avventure, ed un grazie particolare a Dario, senza l’aiuto del quale questo sito non sarebbe mai nato.

 

Michele